L'artrosi dell'anca, chiamata anche coxartrosi, è una condizione molto frequente soprattutto con l'avanzare dell'età. Può provocare dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti quotidiani, ma la presenza di artrosi non significa necessariamente dover smettere di muoversi.
Al contrario, quando è possibile e dopo un'adeguata valutazione, il movimento e l'esercizio terapeutico rappresentano una parte importante del trattamento conservativo.
Dove si sente il dolore dell'artrosi dell'anca?
Il dolore non viene percepito sempre esattamente sull'articolazione dell'anca. Può comparire all'inguine, nella parte anteriore o laterale della coscia, nella regione glutea e talvolta fino al ginocchio.
Per questo motivo un dolore alla coscia o al ginocchio non deve essere automaticamente attribuito all'artrosi dell'anca. È importante capire da dove provengono realmente i sintomi.
Con il tempo possono comparire anche rigidità e riduzione della mobilità, per esempio quando si infilano scarpe e calze, si entra o si esce dall'automobile, si salgono le scale o ci si alza da una sedia.
Artrosi dell'anca: bisogna stare a riposo?
Non necessariamente.
Quando un movimento provoca dolore, è comprensibile cercare di evitarlo. Tuttavia ridurre progressivamente tutte le attività può portare a perdita di forza, mobilità e autonomia.
L'obiettivo della fisioterapia non è semplicemente dire al paziente di "muoversi di più", ma individuare quali movimenti sono indicati, con quale intensità e con quale progressione.
Il programma deve essere adattato alla persona, ai sintomi, alle capacità fisiche e agli obiettivi individuali.
Quali esercizi possono essere utili?
Non esiste un unico esercizio valido per tutte le persone con coxartrosi.
Un programma fisioterapico può comprendere esercizi per mantenere o migliorare la mobilità dell'anca, rinforzare la muscolatura dell'arto inferiore e del bacino, migliorare equilibrio e controllo del movimento, rendere più semplici attività come alzarsi, camminare e salire le scale e mantenere il più possibile autonomia e partecipazione alle attività quotidiane.
Anche camminare o utilizzare una cyclette può essere utile in alcune persone, ma quantità e intensità devono essere adeguate alla situazione individuale.
Il dolore durante o dopo l'attività va interpretato nel contesto della singola persona: non significa automaticamente che l'esercizio stia "consumando" ulteriormente l'articolazione.
E la terapia manuale?
La terapia manuale può essere utilizzata dal fisioterapista in alcuni casi per lavorare sulla mobilità e sui sintomi.
Non dovrebbe però trasformare il trattamento in qualcosa di esclusivamente passivo. Nella gestione dell'artrosi dell'anca hanno un ruolo importante anche esercizio terapeutico, educazione e partecipazione attiva del paziente.
Quando si arriva alla protesi d'anca?
Non tutte le persone con artrosi dell'anca hanno bisogno di una protesi.
L'intervento può essere preso in considerazione quando dolore e limitazioni funzionali diventano importanti e il trattamento conservativo non permette di ottenere un risultato sufficiente.
La decisione spetta allo specialistica ortopedico e viene valutata considerando non soltanto le immagini radiologiche, ma anche sintomi, limitazioni nelle attività quotidiane e condizioni generali della persona.
Dopo la protesi serve la fisioterapia?
La riabilitazione dopo una protesi d'anca ha l'obiettivo di recuperare progressivamente mobilità, forza, sicurezza nel cammino e autonomia.
Il programma varia in base al tipo di intervento, alle indicazioni chirurgiche e alle condizioni della persona.
Nelle prime fasi è particolarmente importante rispettare le indicazioni ricevute dall'equipe che ha eseguito l'intervento.
Successivamente gli esercizi possono essere progressivamente adattati agli obiettivi funzionali del paziente.
L'artrosi dell'anca si può seguire anche con la fisioterapia online ?
In alcuni pazienti selezionati, sì.
La fisioterapia online può essere utile soprattutto per controllare l'esecuzione degli esercizi, modificarne progressivamente difficoltà e quantità, educare alla gestione delle attività quotidiane e verificare nel tempo l'andamento del programma.
Non è però adatta a ogni situazione.
Prima di iniziare un percorso online è necessaria una valutazione fisioterapica per capire se il problema può essere seguito a distanza oppure se è preferibile una valutazione o un trattamento in presenza.
In conclusione
Avere un'artrosi non significa necessariamente rinunciare al movimento.
Un programma personalizzato può aiutare a mantenere forza, mobilità e autonomia e a gestire meglio le attività quotidiane.
La fisioterapia moderna non si limita a trattare il punto doloroso: cerca soprattutto di aiutare la persona a continuare a muoversi nel modo più sicuro ed efficace possibile.